Disturbo affettivo bipolare

Il disturbo affettivo bipolare è caratterizzato da forti alterazioni dell’umore: la persona vive fasi di grande eccitamento (le cosiddette «fasi maniacali»), seguite da periodi di depressione, intercalate da momenti di stabilità.

Nelle fasi maniacali si osservano per esempio una grande accelerazione del pensiero, un aumento dell’attività fisica e della voglia di parlare, difficoltà di concentrazione, un calo del bisogno di dormire, un aumento dell’energia sessuale o della socievolezza o anche l’aumento di acquisti sconsiderati. In alcuni casi si manifestano anche sintomi psicotici, come pensieri deliranti o allucinazioni.

Per contro, le fasi depressive sono caratterizzate da tristezza, perdita d’interesse, stanchezza, disturbi dell’appetito e/o del sonno, perdita dell’autostima, difficoltà di concentrazione, pensieri negativi o idee di suicidio.

Il disturbo bipolare può avere conseguenze importanti sulla vita quotidiana, ma non impedisce necessariamente il funzionamento della persona a livello professionale o sociale. Gli sbalzi d’umore e le alterazioni del normale funzionamento vengono spesso notati dapprima dall’entourage, talvolta ancora prima che la persona stessa si renda conto della situazione.

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Come trattare il disturbo affettivo bipolare?

Prima si inizia la cura, migliore sarà il decorso. Il disturbo bipolare si tratta con una psicoterapia associata a un trattamento farmacologico (spesso uno stabilizzatore dell’umore). La partecipazione a un gruppo di sostegno, nel quale si riuniscono persone che hanno gli stessi disturbi, spesso aiuta a superare le difficoltà. È importante anche prestare la dovuta attenzione all’ambiente della persona per favorire una buona qualità di vita familiare, sociale e professionale.

Se i sintomi sono gravi e rischiano di rappresentare un pericolo per la persona o per gli altri, può risultare necessario un ricovero.

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