Glossario

«Questo disturbo può insorgere (ma non necessariamente) a seguito di gravi eventi traumatici. Per “evento traumatico” si intende l’esposizione a un pericolo reale, con rischio di gravi lesioni, danni all’integrità del corpo o anche il fatto di essere testimoni della morte di una persona. Esempi tipici di eventi traumatici sono gli incidenti, le violenze sessuali, i conflitti che sfociano in violenza, le catastrofi naturali, la tortura, la guerra.
Il disturbo post-traumatico da stress si manifesta in genere dopo qualche settimana fino a qualche mese dopo l’evento traumatico.

Soltanto una parte delle vittime di un evento traumatico sviluppa un disturbo post-traumatico da stress. In alcuni casi, è sufficiente essere testimoni di un evento violento o tragico per sviluppare un disturbo post-traumatico da stress.»

http://www.sgvt-sstcc.ch/fr/pour-patients/troubles-psychiques-des-adultes/trouble-de-stress-post-traumatique/index.html (francese)

Una presa a carico terapeutica precoce, con metodi specifici e riconosciuti, permette un rapido miglioramento o addirittura una guarigione in tempi brevi.

«I prodotti psicotropi sono sostanze che modificano la percezione, il pensiero o il comportamento. Queste sostanze possono essere legali o illegali. Tra le sostanze legali sono inclusi il caffè, il tabacco, il cacao e l’alcol mentre tra i medicamenti sono inclusi i sedativi, gli stimolanti, i neurolettici e gli antidepressivi. La canapa, l’oppio e i suoi derivati, la cocaina e gli allucinogeni rientrano invece tra le sostanze illegali.»

http://www.socialinfo.ch/cgi-bin/dicoposso/show.cfm?id=789 (francese)

«Il genere rimanda alla costruzione sociale di maschile e femminile, oltre che al sistema di gerarchizzazione che privilegia ciò che è considerato maschile a scapito di ciò che è considerato femminile. L’identità di genere si riferisce all’esperienza personale di ognuno di sentirsi uomo, donna, entrambi o nessuno dei due, indipendentemente dal sesso attribuito alla nascita.»

https://www.sante-sexuelle.ch/wp-content/uploads/2016/01/SANT%C3%89-SEXUELLE-Suisse_Guide-developpement-strategie-globale_WEB.pdf (francese)

«Un esperto in supporto tra pari (ESP) è una persona che si è già rivolta a Servizi di salute mentale in seguito a un disturbo psichico. Dopo essersi distanziato dal proprio vissuto, segue una formazione per validare la sua esperienza e impiegarla per aiutare chi soffre di difficoltà psichiche.»

http://reseau.re-pairs.ch/  (francese)
http://www.promentesana.org/wq_pages/fr/formation-pair-aidant/ (francese)
http://coraasp.ch/formation/formation-pairs-praticiens (francese)

http://vaskticino.ch/evento/supporto-tra-pari-e-salute-mentale-il-ruolo-attivo-degli-utenti/

«Il cyberbullismo è una forma di molestia che ha la particolarità di verificarsi in Internet. Si parla anche di cyber intimidazione o cybermobbing. La vittima è, per un lungo periodo di tempo, bersaglio di ripetute aggressioni tramite i media digitali, come per esempio gli SMS, le chat e facebook.

L’autore è spesso una persona dell’entourage della vittima, come uno studente, un vicino di casa o un membro di un’associazione. La vittima viene insultata, minacciata o ricattata, direttamente o tramite pressioni psicologiche. È il bersaglio di diffamazioni, calunnie e pettegolezzi. Le conseguenze per la vittima possono essere gravi: perdita di fiducia in sé, ansie e depressione.

Il limite tra ciò che può ancora essere considerato divertente e ciò che invece viene inteso come offensivo è sottile. È cyberbullismo quando una persona si sente perseguitata, molestata o insultata attraverso i mezzi informatici. Raramente i giovani sono coscienti delle ripercussioni che possono avere la diffusione di foto umilianti su Internet o la trasmissione ad amici. Queste azioni sono spesso considerate semplici scherzi, ma possono anche trattarsi di manovre deliberate per danneggiare una persona.»

http://www.jeunesetmedias.ch/it/opportunita-e-rischi/rischi/cyberbullismo.html

Precisiamo inoltre che quasi mai il cyberbullismo si presenta senza molestie «nella vita vera». In generale il cyberbullismo non è che una forma o il luogo della molestia.

«Il burnout (o sindrome del burnout) è un termine generico che indica uno stato di esaurimento emotivo, mentale e fisico caratterizzato da una mancanza di motivazione e di produttività dopo mesi, se non anni, di sollecitazione eccessiva. Le cause principali del burnout sono fattori di stress quali il sovraccarico di lavoro, i conflitti interpersonali, la mancanza di gratificazione o di margine d’azione. Secondo la SECO (Segreteria di Stato dell’economia), la stretta relazione con il lavoro differenzia questo stato di esaurimento da altri stati emotivi più generali. Attualmente, i sistemi di classificazione nosologici di riferimento, come l’ICD-10 o il DSM 5, non riconoscono il burnout come un vero e proprio disturbo. D’altra parte, ancora non esistono criteri diagnostici accettati unanimemente dalla comunità medica.»

http://www.psicologiadellavoro.org/?q=content/burnout

Anche se la terapia cognitivo-comportamentale è l’unico approccio terapeutico citato nel sito salutepsi.ch, in realtà esistono numerosi altri approcci. Una descrizione dei diversi approcci è disponibile qui.

«La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è una terapia breve, validata scientificamente, che mira a rimpiazzare le idee negative e i comportamenti inadeguati con pensieri e reazioni più funzionali.»

http://www.psycom.org/Soins-accompagnements-et-entraide/Therapies/Therapie-comportementale-et-cognitive-TCC (francese)

"...La riabilitazione è un processo di trasformazione nel corso del quale si impara ad accettare i propri limiti e a scoprire in sé un potenziale di nuove possibilità..."

http://promentesana.org/upload/application/340-recovery2011.pdf (francese)

«Tutti i processi di riabilitazione implicano l’accrescimento del proprio potere d’azione sulle proprie condizioni di vita, l’elaborazione e la realizzazione di progetti di vita basati sull’utilizzo ottimale delle proprie risorse personali e ambientali, e la promozione di uno stato di benessere e di equilibrio in armonia con le proprie forze, i propri limiti e quelli del proprio ambiente.»

«I disturbi psicotici toccano il funzionamento del cervello in maniera importante, modificando il pensiero, le convinzioni o le percezioni. Una persona affetta da un disturbo psicotico può, per esempio, sentire delle voci o avere l’impressione che altre persone manipolino il suo pensiero. Difficilmente egli è in grado di distinguere tra ciò che percepisce e ciò che è reale. Si dice che la persona affetta da psicosi perda il contatto con la realtà nei momenti di crisi. I sintomi di un disturbo psicotico possono manifestarsi gradualmente o improvvisamente. Il periodo durante il quale la persona presenta i sintomi viene chiamato «episodio psicotico».

La persona affetta da un disturbo psicotico ha molta difficoltà nel funzionamento quotidiano.

I disturbi psicotici colpiscono circa il 3% della popolazione. Colpiscono sia i giovani che gli adulti, indipendentemente dall’etnia, dallo stato sociale e economico e dall’educazione. I disturbi psicotici esordiscono in genere durante l’adolescenza o all’inizio dell’età adulta.

«Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, quinta edizione (anche chiamato DSM, dall’abbreviazione di: Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), è un libro di riferimento pubblicato dalla Società americana di psichiatria (APA), che descrive e classifica i disturbi mentali.»

https://it.wikipedia.org/wiki/Manuale_diagnostico_e_statistico_dei_disturbi_mentali

«La Classificazione internazionale delle malattie (ICD, dall’inglese International Classification of Diseases, decima revisione) è lo standard internazionale per riferire i dati sulla mortalità e la morbilità. Organizza e codifica le informazioni sanitarie che vengono utilizzate per le statistiche e l’epidemiologia, l’assunzione delle cure, la ripartizione delle risorse, il monitoraggio e la valutazione, la ricerca, le cure primarie, la prevenzione e il trattamento. Contribuisce a definire un quadro della situazione sanitaria generale dei paesi e delle popolazioni.»

http://www.who.int/features/2012/international_classification_disease_faq/fr/  (francese/inglese)

«La classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi di salute associati, decima revisione, è definita dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). In Svizzera, la codifica delle diagnosi si basa sulla versione GM (German Modification) di questa classificazione, che a sua volta si basa sulla versione OMS ed è redatta dal Deutsches Institut für Medizinische Dokumentation und Information (DIMDI) in Germania.»

https://www.bfs.admin.ch/bfs/it/home/statistiche/salute/nomenclature/medkk/strumenti-codifica-medica.assetdetail.1180188.html

Link per accedere al contenuto dell’ICD-10 (in francese):

http://apps.who.int/classifications/icd10/browse/2008/fr# (francese)

«Le settimane seguenti il parto (periodo post-parto) sono delicate per la neo mamma e comportano un elevato rischio di sviluppare un disturbo psichico (depressione post-parto). Gli episodi depressivi dopo il parto colpiscono circa il 10-15% delle donne e si manifestano di regola durante la prima o la seconda settimana. L’evoluzione peggiora spesso lentamente nel corso delle settimane e dei mesi. Il quadro clinico è identico a quello degli episodi depressivi classici che avvengono durante altri periodi della vita. La fase post-natale è però caratterizzata da importanti e rapidi cambiamenti ormonali: la quantità degli ormoni progesterone, estrogeno, cortisolo e tiroxina diminuiscono significativamente nel corso delle 48 ore successive al parto. Il motivo per cui questi cambiamenti ormonali portino alcune donne a sviluppare la malattia è ancora sconosciuto. Al contrario, il cosiddetto «baby blues», che è da distinguere dalla depressione post-parto, si presenta nel corso della prima settimana, solitamente non prima del terzo giorno, e non dura più di qualche ora o qualche giorno. Quest’ultimo colpisce circa il 50% delle puerpere e non è considerato una malattia.»

http://www.ssad.ch/depression/about-depression/special-form/?lang=fr  (francese)

http://www.nascerebene.ch/il-parto/baby-blues-depressione-pp/

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